Un Altro Gesù? il cristo eucaristico e la nuova evangelizzazione
Quattro

              L'Eucaristia: Un Resoconto Biblico

            La Chiesa Cattolica insegna che appena un prete Cattolico consacra l'ostia di pane durante la Comunione, l'ostia diventa letteralmente e realmente il corpo, sangue, e divinità di Gesù Cristo.1 Perciò, l'Ostia della Comunione non è piú pane ma Gesù, sotto l'apparenza di pane, ed è quindi degna d'essere adorata e venerata. Il Catechismo Cattolico dichiara succintamente:

                     Nel piú benedetto Sacramento dell'Eucaristia "il
                     corpo e sangue assieme all'anima e divinit
à, di
                     nostro Signore Gesù Cristo e, quindi, l'intero
                     Cristo
è veramente, realmente e sostanzialmente
                     contenuto."2

                     La Chiesa ed il mondo hanno un gran bisogno
                     dell'adorazione Eucaristica. Gesù ci aspetta in
                     questo sacramento d'amore. Non rifiutamo
                     l'occasione d'andare ad incontrarlo in adorazione,
                     in contemplazione pieni di fede, ed aperti a fare
                     ammenda per i seri crimini ed offese del mondo.
                     Che la nostra adorazione non cessi mai.3

 

Cosa Insegna La Bibbia Riguardo La Cena del Signore?

           Abbiamo documentato quello che insegna la Bibbia riguardo l'Eucaristia. Ma cosa insegna la Bibbia? La Bibbia incoraggia i credenti a studiare "tutto il consiglio di Dio" (Atti 20:27) e "[p]rovate ogni cosa, ritenete il bene." (1 Tessalonicesi 5:21). E come credenti siamo ammoniti:

                     Studia per presentare te stesso approvato davanti
                     a Dio, operaio che non ha da vergognarsi, che
                     espone rettamente la parola della verità.
                     (2 Timoteo 2:15)

Con queste istruzioni in mente, esaminiamo le Scritture per determinare cosa insegna la Bibbia riguardo la cena del Signore.

         L'ultima Cena fu celebrata dai Cristiani del primo secolo in obbedienza alle parole di Gesù "fate questo
in memoria di Me" (Luca 22:19). Questa osservanza fu stabilita dal Signore all'Ultima Cena quando si offr
ì simbolicamente come l'Agnello Pasquale d'espiazione. La Sua propria morte il giorno dopo adempì la profezia. Solo Paolo usa la frase "Cena del Signore" (1 Corinzi 11:20), mentre i padri della Chiesa cominciarono a chiamare l'occasione l'Eucaristia, che significa ringraziamento dalla benedizione pronunciata sopra al pane e vino dopo circa 100 d.C. I Cristiani hanno celebrato la Cena del Signore regolarmente come segno della nuova alleanza, sigillata dalla morte e risurrezione di Cristo.4 Oggi l'Eucaristia vuol dire molto di piú che semplicemente ringraziamento.

 

Questo è il Mio Corpo

           Allora cosa decrese esattamente Gesù durante L’Ultima Cena? La Bibbia dichiara:

                     [Gesù] preso il pane, rese grazie, lo spezzò
                     e lo diede loro dicendo, Questo è il Mio corpo,
                     che è dato per voi; fate questo in memoria di Me.
                     Cos
ì pure, dopo aver cenato, prese il calice
                     dicendo, Questo calice è il nuovo patto nel Mio
                     sangue, che è sparso per voi. (Luca 22:19-20)

         Proponenti dell’Eucaristia Cattolica puntano verso le parole di Gesù annotate in Giovanni 6. Anche se questo capitolo non tratta dell’Ultima Cena, le parole di Gesù, che sono usate come riferimento al pasto della Comunione, sono le seguenti:

                     Io sono il pane vivente che è disceso dal Cielo;
                     se uno mangia di questo pane vivrà in eterno;
                     ora il pane che darò è la Mia carne, che darò per
                     la vita del mondo. Allora i Giudei si misero a
                     discutere tra di loro, dicendo, Come può costui
                     darci da mangiare la Sua carne? Perciò
Gesù
                     disse loro, In verità, in verità vi dico che se non
                     mangiate la carne del Figlio dell'Uomo e non
                     bevete il Suo sangue, non avete la vita in voi.Chi
                     mangia la Mia carne e beve il Mio sangue, ha vita
                     eterna, e Io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
                     Poiché la Mia carne è veramente cibo e il Mio
                     sangue è veramente bevanda. (Giovanni 6:51-55)

         Qual’è il vero significato di queste Scritture? Questa risposta si può trovare nell’esaminare la Parola di Dio stessa.5

 

Metafore e Similitudini

           In tutta la Bibbia, il contesto determina il significato. I credenti biblici Cristiani interpretano la Bibbia letteralmente a meno che il contesto richiede un interpretazione figurativa o simbolica. Prima di esaminare le parole di Gesù in Giovanni Capitolo 6 ed altrove, riesaminiamo alcuni esempi di simbolismo nelle Scritture. Tutti gli esperti sarebbero d’accordo che le frasi seguenti sono metaforiche. Una spiegazione segue ogni versetto:

                     Gustate e vedete quanto l'Eterno è buono.
                     (Salmi 34:8; Cercate di vivere le promesse
                     di Dio per scoprire se sono vere.)

                     Ma chi beve dell'acqua che Io gli darò non
                     avrà mai piú sete in eterno; ma l'acqua che Io
                     gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che
                     zampilla in vita eterna. (Giovanni 4:14; Per
                     quelli che ricevono il dono della salvezza, lo
                     Spirito di Cristo abiter
à nelle loro anime
                     assicurandoli la vita eterna.)

                     Quindi mi disse, Figlio d'uomo, mangia ciò
                     che tu trovi; mangia questo rotolo, poi v
à e
                     parla alla casa d'Israele. Cos
ì io apersi la
                     bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo.
                     (Ezechiele 3:1-2; Ricevi nel tuo cuore,
                     internalizza, ed ubbidisci la Parola di Dio.)

         Ed io potrei continuare con un esempio dopo l’altro. Una volta Gesù disse, “Distruggete questo tempio e in tre giorni Io lo ricostruirò” (Giovanni 2:19). I Giudei pensarono che parlava proprio del tempio a Gerusalemme, ma se continuamo a leggere, scopriamo che Gesù si riferiva al Suo corpo (Giovanni 2:20-21). In un altra occasione, Gesù disse, “Io sono la vera vite” (Giovanni 15:1). Ovviamente, sappiamo che Gesù non intendeva d’essere letteralmente una vite d’uva intrecciata attorno ad un bastoncino. Quando la Bibbia dice che Dio ci nasconde sotto le Sue ali (Salmi 91:4), sappiamo che Dio non è un uccello con penne. Dio è la sorgente di tutta la vita ed il nostro provveditore e protettore, e queste figure illustrano ciò vividamente.

         Il linguaggio figurativo è usato in tutta la Bibbia nel paragonare una cosa all’altra per aiutare gli ascoltatori a capire meglio. Infatti, la Bibbia ci dice che Gesù usava regolarmente parabole per descrivere figurativamente una cosa come qualcos’altro (Matteo 13:34). Gesù stesso affermò, “Vi ho detto queste cose in similitudini” (Giovanni 16:25). La Bibbia dovrebbe essere sempre tradotta letteralmente a meno che il contesto rechiede una spiegazione simbolica. Allora cosa richiede il contesto del vangelo di Giovanni e degli altri Vangeli?

 

Giovanni Capitolo 6: Il Pane Del Cielo

            Se leggiamo l'intero sesto capitolo del Vangelo di Giovanni, afferriamo non solo il contesto, ma anche sorprendenti intuizioni su quello che Gesù intendeva dire quando ha detto che dobbiamo mangiare la Sua carne e bere il Suo sangue. Giovanni 6 comincia con il resoconto di Gesù che da da mangiare ai cinquemila, seguito dal racconto di Gesù che cammina sull'acqua. Il giorno seguente la gente cercava Gesù per le ragioni sbagliate, che le parole di Gesù nei versetti 26 e 27 ci fanno capire:

                     Voi mi cercate non perché avete visto segni,
                     ma perché avete mangiato dei pani e siete stati
                     saziati. Adoperatevi non per il cibo che perisce,
                     ma per il cibo che dura in vita eterna.

         Questi versetti cominciano ad incorniciare il contesto dei versetti che seguono, piú specificamente, che Gesù sottolineava il loro bisogno di perseguire la vita eterna. Gesù poi procede col spiegare a loro come si ottiene la vita eterna. E nel versetto 28, quando la gente chiede a Gesù, "Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». Gesù risponde, "Questa è l'opera di Dio: che crediate in Colui che Egli ha mandato" (v. 29).

         Qui Gesù specifica una sola opera che fa piacere a Dio, cioè, la fede in Gesù. Gesù ripropone questo nel versetto 35 quando afferma: "Io sono il pane della vita chi viene a Me non avrà mai piú fame e chi crede in Me non avrà mai piú sete." Notate che il comando e di "venire a Lui" e "credere in Lui." Gesù ripete il significato del Suo messaggio nel versetto 40 dove indica:

Questa infatti è la volontà di Colui che mi ha
         mandato: che chiunque viene alla conoscenza
         del Figlio e crede in Lui, abbia vita eterna, ed
         Io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

         Gesù non avrebbe potuto essere piú chiaro—nel venire a Lui ed affidarci a Lui, riceveremo la vita
eterna. A questo punto del racconto, i Giudei si lamentavano di Lui
perché aveva detto: "Io sono il pane che
è disceso dal cielo" (v. 41).
Gesù risponde ai loro mormori quando afferma che Lui è proprio il "pane vivente" (v. 42-58). Però, tieniamo in mente il contesto di quest'affermazione. Prima di tutto, Gesù contrasta Sé stesso alla manna che era piovuta sui loro padri e gli aveva sostenuti durante il loro viaggio. Ma i loro padri erano poi morti. Ora Gesù offre Sé stesso come il pane del cielo vivente, che causa quelli che si saziano di Lui di vivere per sempre.

         Gesù non è la manna deperibile che i loro antenati mangiarono nel deserto—È il pane di vita eterna che vive per sempre. Solo nel condividere della Sua vita eterna possiamo sperare di vivere con Lui per sempre. Questo contrasto rafforza il Suo messaggio principale, dove afferma, "In verità, in verità vi dico: Chi crede in Me ha vita eterna" (v. 47). Notate che Gesù disse che appena crediamo in Lui abbiamo—al  presente—vita eterna. Non è qualcosa a cui puntiamo o speriamo d'ottenere in futuro, ma invece, qualcosa che riceviamo immediatamente appena l'accettiamo in fede.

         Quando Gesù pronunciò queste parole, era nella sinagoga a Caperno, e non aveva ne pane ne vino.Quindi o Gesù comandava il canibalismo o parlava simbolicamente. Se parlava letteralmente, allora avrebbe contradetto direttamente Dio Padre: "ma non mangerete carne con la sua vita, cioè il suo sangue" (Genesi 9:4). Quindi, siccome Gesù Gesù stesso ha detto, "[L]a scrittura non può essere annullata" (Giovanni 10:35), ovviamente parlava metaforicamente. Ed è proprio così che spiega quello che dice nei versetti susseguenti.

 

La Carne Non Giova A Nulla

           Dopodiche, nel versetto 60 (di Giovanni 6), troviamo che molti dei Suoi discepoli dissero,"Questo parlare è duro, chi lo può capire?" Gesù era conscio dei loro lamenti e rispose in questo modo:

                     Questo vi scandalizza? Che sarebbe dunque se
                     doveste vedere il Figlio dell'Uomo salire dove era
                     prima? E lo Spirito che vivifica, la carne non giova
                     a nulla; le parole che vi dico sono spirito e vita. Ma
                     vi sono alcuni tra voi che non credono. (v. 61-64)

         Un momento la carne giova a nulla! Non ha detto Gesù che dobbiamo mangiare la Sua carne? Quindi, se la carne giova a nulla, Gesù doveva intenderlo in termini spirituali. Ed è proprio quello che dice: "[L]e parole che vi dico, sono spirito. "

         Gesù usa la stessa parola Greca per carne (sarx) che usò nei versetti precedenti. Quindi, afferma in modo energetico che mangiare il Suo corpo letteralmente non giova a nulla! Se il Signore stesso stabilisce il contesto del dialogo, ci converrebbe ascoltarlo. Disse che le parole che pronuncia sono spirito e che la carne non giova a nulla. In altre parole, Gesù ci ha detto che ha usato una metafora, non abbiamo bisogno di tirare ad indovinarlo.

         Se quello non è chiaro abbastanza, le parole di Pietro chiarificano di piú. Immediatamente dopo il dialogo con gli ebrei, dopo che alcuni dei Suoi discepoli se ne erano andati, Gesù disse ai dodici che erano rimasti, “Volete andarvene anche voi?” (v. 67). La risposta di Pietro è profonda:

                     Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di
                     vita eterna. E noi abbiamo creduto e abbiamo
                     conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio
                     vivente. (v. 68-69)

         Incredibile! Pietro non disse siamo arrivati a credere che dobbiamo mangiare la Tua carne per vivere. Disse sappiamo che Tu sei il Cristo, e siamo arrivati a credere in Te come il Cristo. Questa è la confessione di fede che conduce alla vita eterna, non mangiare la carne di Gesù e bere il Suo sangue. È anche in completa armonia con la Scrittura intera. Ecco un breve resoconto:

                     Poiché se confessi con la tua bocca il Signore
                    
Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio Lo ha
                     risuscitato dai morti, sarai salvato. (Romani 10:9)
 
                     [C]osa devo fare per essere salvato?. Ed essi dissero:
                     Credi nel Signore
Gesù Cristo, e sarai salvato.
                     (Atti 16:30, 31)

                     Chi crede nel Figlio ha vita eterna. (Giovanni 3:36)

 

Senso Spirituale

           In Giovanni 6, Gesù chiaramente contrastò i benefici temporanei della manna fisica con i benefici eterni della vita nello Spirito. Il tema si ripete dapertutto nella Bibbia, i benefici limitati e temporanei della carne sono contrastati con i benefici infiniti ed eterni dello Spirito. Consumare la manna, anche la manna caduta dal cielo, ha solo valore temporaneo e limitato. Però, ricevere la vita di Cristo, piazzando la nostra fiducia e speranza in Lui, ha valore infinito. Romani 8 spiega queste favolose buone notizie:

                     Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro
                     che sono in Cristo
Gesù, i quali non camminano
                     secondo la carne ma secondo lo Spirito....Infatti
                     coloro che sono secondo la carne volgono la mente
                     alle cose della carne, ma coloro che sono secondo
                     lo Spirito alle cose dello Spirito. Infatti la mente
                     controllata dalla carne produce morte, ma la mente
                     controllata dallo Spirito produce vita e pace. Quindi
                     quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.
                     Se lo Spirito di Dio abita in voi, non siete piú nella
                     carne ma nello Spirito. (Romani 8: 1, 5, 6, 8, 19)

 

Le Sette Dichiarazioni "Io Sono" Di Gesù

           Inoltre all'insegnamento di Gesù in Giovanni 6, la lettura dell'intero vangelo secondo Giovanni ci da piú comprensione del Suo messaggio, e cominciamo a capire perfettamente cosa intendeva Gesù quando disse, "Io sono il pane di vita." Nel Vangelo secondo Giovanni, Gesù fa sette dichiarazioni "Io sono", che sono:

         Io sono il pane di vita.                       Giovanni 6:35
         Io sono la luce del mondo.               
Giovanni 8:12
         Io sono la porta.                                
Giovanni 10:9  
         Io sono il buon pastore.
                    Giovanni 10:11
         Io sono la risurrezione, e la vita.      
Giovanni 11:25  
         Io sono la via, la verit
à e la vita.        Giovanni 14:6
         Io sono la vigna.                                
Giovanni 15:5  

 

         I credenti dovrebbero amare queste sette dichiarazioni "Io sono". Non solo Gesù afferma d'essere Dio, ma definisce chi è Dio. Nel libro dell'Esodo, Mosè chiede a Dio qual'è il Suo nome (Esodo 3:11-15). Dio risponde a Mosè dicendoli che il Suo Nome è "IO SONO." Dio è l'Eterno. Questo IO SONO in ebreo è il nome di Dio, il YHWH da dove provengono Yahweh e Geova.

         E nel Vangelo secondo Giovanni, Gesù espone e spiega chi è Dio. Se la tua anima è affamata, Gesù direbbe: Io sono il pane di vita. Se cerchi chiarimento e sapienza, Gesù direbbe: Io sono la luce del mondo. Se cerchi l'entrata nella vita abbondante, Gesù direbbe: Io sono la porta. Se hai bisogno di direzione e protezione, Gesù direbbe: Io sono il buon pastore. Se cerchi la vita eterna, Gesù ti direbbe: Io sono la risurrezione, e la vita. Gesù conosce i tuoi bisogni meglio di te. Qualunque cosa di cui hai bisogno, Gesù direbbe: Io sono la via, la verità e la vita. Io sono la vigna. Se ti affidi a Me, provvederò per tutti i tuoi bisogni.

            Quello che dice Gesù in Giovanni 6 e dapertutto nei quattro Vangeli è: Io sono tutto quello di cui hai
   bisogno. Io ti ho creato e so e capisco quello di cui hai bisogno per essere completamente soddisfatto, e
   sono Io.
Gesù è il tutto in tutto. Nonostante quello che pensiamo d'aver bisogno, solo Gesù può provvedere al
   nostro vero bisogno. Se studiamo l'intero Vangelo secondo Giovanni, notiamo chiaramente che
Gesù non
   proclama d'essere letteralmente pane, quanto pi
ú d'essere una vigna o una porta di legno. Invece, afferma,
   come nostro Dio e Creatore, che Lui, e Lui solo,
è tutto quello di cui abbiamo bisogno. È essenziale capire
   l'intero consiglio di Dio.

         È imperativo riconoscere che Giovanni 6 non si riferisce direttamente all'Ultima Cena, o alla rottura del pane. È importante ripeterlo. Giovanni capitolo 6 non ha niente a che fare con l'Ultima Cena! Notate bene che Gesù non aveva ne pane ne vino in questa narrativa, ed Egli non fece alcuna menzione al vino. E mentre i proponenti della trasustanzazione spesso si riferiscono a questi versetti per sostanziare la loro dottrina, in nessuna parte di questo capitolo Gesù da istruzione ai discepoli su come celebrare la Comunione, ne si trova qui una descrizione dell'Ultima Cena. Quindi dobbiamo ammettere che questo è un evento separato.

            Giovanni tratta l'Ultima Cena cominciando dal capitolo 13, mentre il sesto capitolo tratta un soggetto a
   seguire riguardo la cena di Comunione, ne da istruzioni ai Suoi discepoli d'istituire un sacerdozio per
   consacrare pane e farlo diventare
diverso. Nel sesto capitolo Gesù non si riferisce nemmeno al procedimento
   d letteralmente la
Sua carne. Ne insegna qui, o dovunque nella Bibbia, d'adorare il Suo corpo e sangue sotto
   le spoglie di pane.

 

Pane Benedetto

In Giovanni 13, gli eventi dell'Ultima Cena sono dettagliati. Nel secondo e quarto versetto leggiamo: “E, finita la
   cena…[
Gesù] Si alzò dalla cena e depose le Sue vesti: poi, preso un asciugatoio, Sé lo cinse.” Quindi a
   questo punto nel resoconto di Giovanni
Gesù aveva già reso grazie per il pane, l’aveva spezzato e aveva
   detto, “Questo è il Mio corpo, che è dato per voi” (Luca 22:19).

         È notevole, nel resoconto di Giovanni dell’ Ultima Cena, che dopo aver benedetto il pane ed aver detto,
“Questo
è il mio corpo,” Lui si riferì al pane della comunione come semplice pane. Versetto 26 afferma:

                     Gesù rispose: «è colui al quale io darò il boccone,
                     dopo averlo intinto». E intinto il boccone, lo diede
                     a Giuda Iscariota, figlio di Simone.

         Si dimenticò Gesù di quello che faceva? Parlò senza pensare? No. Secondo le parole stesse di Gesù, il pane rimase pane anche dopo esser stato benedetto.

         Matteo 26:17-29, Marco 14:12-25, e Luca 22:7-23 danno resoconti paralleli di quello che accadde la notte prima che Gesù fu crocifisso. In Luca 22:15-19, Gesù disse ai Suoi discepoli:

                     Ho grandemente desiderato di mangiare questa
                     Pasqua con voi prima di soffrire, poiché Io vi dico
                     che non ne mangerò piú finché abbia il suo
                     compimento nel regno di Dio. Poi prese il calice,
                     rese grazie e disse, Prendete questo e dividetelo fra
                     di voi, perché Io vi dico che non berrò piú del frutto
                     della vigna, finché il regno di Dio sia venuto. Poi,
                     preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro
                     dicendo, Questo è il Mio corpo, che è dato per voi;
                     fate questo in memoria di Me.

         Dio spesso usa linguaggio simbolico per descrivere Sé stesso ed illustrare una verità spirituale. Ci sono molte ragioni bibliche per le quali le parole di Gesù all'Ultima Cena erano intese d'essere interpretate simbolicamente. Il resto di questo capitolo esaminerà il perché.

 

L'Agnello Pasquale

             Nel libro dell'Esodo (capitoli 12 e 13), sono descritti gli eventi della prima Pasqua. Ogni anno gli ebrei
    avrebbero dovuto osservare la Pasqua in memoria della loro liberazione dalla schiavit
ú. Quella sera, un
    agnello senza difetto fu ucciso ed il suo sangue fu messo sui due stipiti e sull'architrave di ogni casa Ebrea. Il
    sangue dell'agnello copriva quelli che si confidavano nel Signore. Tutti quelli che mettevano il sangue
    dell'agnello sulle porte sarebbero stati risparmiati, mentre quelli che avrebbero ignorato l'avvertimento di Dio
    sarebbero stati distrutti.
 

         La Scrittura spiega chiaramente “la nostra pasqua infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi” (1 Corinzi 5:7). Quando Giovanni Battista vide Gesù la prima volta proclamò: “Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo” (Giovanni 1:29). Gesù adempì ogni tipo dell'Antico Testamento che puntava verso il Messia promesso, incluso l'Agnello Pasquale. Durante l'Ultima Cena, Gesù dichiarò che Lui stesso sarebbe diventato l'Agnello di sostituzione. Sarebbe morto nel nostro posto. Chiunque si sarebbe pentito dei suoi peccati e L'avrebbe accettato in fede attraverso la Sua grazia sarebbe stato liberato dalla schiavitú del peccato e della morte.

         Ovviamente durante l'Ultima Cena, Gesù non divenne letteralmente un agnello, ne il pane divenne letteralmente il Suo corpo. Ai credenti Ebrei presenti, sarebbe stato chiaro che Gesù stesso sarebbe stato il sacrificio per i loro peccati. Gesù avrebbe adempito la profezia ebrea che il Messia avrebbe portato i nostri peccati sul Suo corpo (Isaia 53:5-12; 1 Pietro 2:24). Sarebbe stato il Suo corpo che sarebbe stato ucciso ed il Suo sangue che sarebbe stato sparso per i nostri peccati. I sacrifici e le offerte dell'Antico Testamento—che anticipavano Cristo—sarebbero stati adempiti dal Figlio di Dio. Non ci sarebbe stato piú bisogno di offrire sacrifici per i nostri peccati. Dio stesso avrebbe fatto ammenda per tutti i peccati. Questo è quello che Gesù intese quando si riferì agli elementi Pasquali come il Suo corpo e sangue.

         Il giorno dopo il Suo corpo fu proprio spezzato ed il Suo sangue sparso per i peccati del mondo. Il Suo ordine ai credenti è: “[F]ate questo in memoria di Me” (Luca 22:19). Quindi celebrare la Comunione è una commemorazione, non un risacrificio di Gesù. All'Ultima Cena Gesù non istituì il clero. In nessun modo ordinò la transustanzazione. E certamente non condonò un sistema sacrificale continuo. No, la buona novella è che:

                     Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da
                     mani d'uomo...e non per offrire S
é stesso piú volte,
                     come il sommo sacerdote che entra ogni anno nel
                     santuario...cos
ì anche Cristo, dopo essere stato offerto
                     una sola volta per prendere su di S
é i peccati di molti...
                     Con un'unica offerta, infatti, Egli ha reso perfetti per
                     sempre coloro che sono santificati...non c'
è piú offerta
                     per il peccato. (Ebrei 9: 24,25,28, 10: 14, 18)

         Come gli Ebrei celebrarono la Pasqua in commemorazione della loro liberazione dalla schiavitú, noi celebriamo l'Ultima Cena in commemorazione della nostra liberazione dalla schiavitú del peccato. Gesù è il nostro Agnello Pasquale, anche se non è letteralmente un agnello.

         L'Agnello Pasquale non fu mai un oggetto d'adorazione. In realtà la venerazione di statue o immagini di Dio fu proibita nell'Antico Testamento. E nessuna cosa è piú santa o sacra di Gesù stesso, un onore e una posizione che non condividerà con un tipo od una metafora di Sé stesso, che servono solamente a commemorare Colui a cui tutto l'onore, l'adorazione e l'omaggio è dovuto.

 

L’Unico Corpo di Gesù è in Cielo

           Ci è detto in Marco 16:19 che “[Gesù] fu portato in cielo e si assise alla destra di Dio.” Gesù ascese fisicamente per essere alla destra del Padre. Pietro lo disse in questo modo: “[Gesù] è andato in cielo ed è alla destra di Dio” (1 Pietro 3:22). Il solo ed unico corpo glorificato di Gesù è in cielo. Questo fa senso se ci ricordiamo che Lui disse, “[F]ate questo in memoria di Me.” Se il corpo, sangue, anima e divinità di Gesù è con noi nell'Eucaristia, le parole “fate questo in memoria di Me” non farebbero nessun senso. Una funzione in memoria non è celebrata per qualcuno presente, ma per una persona che è scomparsa.

            Ora, comunque, Gesù è Dio e “Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità” (Giovani 4:24). Gesù è con noi spiritualmente ed è onnipresente (presente ovunque), quindi è qui con noi in questo momento—ovunque possiamo essere. Ma il Suo corpo glorificato è in cielo.

                        [E]gli [Gesù] invece, dopo aver offerto per sempre
                        un unico sacrificio per i peccati, si
è posto a sedere
                        alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i
                        Suoi nemici siano posti come sgabello dei Suoi piedi,
                        con un unica offerta, infatti, egli ha reso perfetti per
                        sempre coloro che sono santificati. (Ebrei 10:12-14)

            Il corpo di Gesù è in cielo, e noi celebriamo la Comunione per ricordarci quello che ha fatto per noi sulla Croce.

 

Gli Atti della Chiesa Originale

            La chiesa originale celebrava la Comunione frequentemente e loro azioni sono descritte negli Atti degli Apostoli. Esaminiamo come gli apostoli ed i discepoli celebravano la Comunione dopo l'ascensione di Gesù. Negli Atti leggiamo:

                        Essi erano perseveranti nel seguire l'insegnamento
                        degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane
                        e nelle preghiere. (Atti 2:42)

                        E perseveravano con una sola mente tutti i giorni nel
                        tempio e rompendo il pane di casa in casa, prendevano
                        il cibo insieme con gioia e semplicit
à. (Atti 2:46)

            Gli apostoli del Signore, proprio li stessi presenti all'Ultima Cena, rompevano il pane quotidianamente, celebrando la Comunione, e nemmeno una volta si sono riferiti al pane come letteralmente il corpo, sangue, anima e divinità di Gesù. Anche alla domenica, il giorno in cui il Signore risuscitò, si riferivano alla Comunione come pane semplice. In un versetto chiave negli Atti degli Apostoli leggiamo: “Il primo giorno della settimana, essendosi i discepoli radunati per rompere il pane...” (Atti 20:7).

            Notate che i discepoli rompevano il pane la domenica per commemorare la morte e la risurrezione di Gesù. Dovunque cerchiamo, non c'è nemmeno una traccia nell'intero libro degli Atti degli Apostoli che i discepoli consideravano la celebrazione della Comunione piú di una funzione commemorativa. Ciò non diminuisce la sua importanza, al contrario sottolinea la ragione per la celebrazione della Comunione—di commemorare il lavoro compiuto sulla Croce e che Gesù ora è in cielo come Re trionfante!

 

Dio Non Abita in Templi Fatti da Mani d'Uomo

            Negli Atti degli Apostoli è interessante la categorica dichiarazione ripetuta dai discepoli, “l'Altissimo non abita in templi fatti da mani d'uomo” (Atti 7:48). Paolo disse:

                        Ateniesi, io vi trovo in ogni cosa fin troppo religiosi.
                        Poich
è, passando in rassegna e osservando gli oggetti
                        del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale
                        era scritto: AL DIO SCONOSCIUTO. Quello dunque
                        che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio. Il
                        Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in
                        esso. Essendo Signore del cielo e della terra, non abita
                        in templi fatti da mani d'uomo, e non
è servito dalle
                        mani di uomini come se avesse bisogno di qualcosa.
                        (Atti 17:22-25)

            Questa verità è rieccheggiata nella lettera agli Ebrei:

                        Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani
                        d'uomo...ma nel cielo stesso per comparire ora davanti
                        alla presenza di Dio per noi. (Ebrei 9:24)

 

            Il tabernacolo Eucaristico è un “santuario” fatto da mani d'uomo! Eppure, la Parola dichiara che Cristo non è lì ma nel cielo. In piú, la parola greca per tempio è naos, che può essere tradotta come santuario o luogo di culto. Dio dice che non abita lì, eppure la Chiesa Cattolica insiste che Gesù è presente nei tabernacoli Eucaristici del mondo. L'Ostia della Comunione è fatta da mani d'uomo, eppure la Parola dichiara che Dio non è servito da mani d'uomo (Atti 17:25).

 

Astenersi dal Sangue

           Inoltre, gli apostoli comandarono ai credenti d'astenersi dal sangue. Negli Atti, gli apostoli e gli anziani si radunarono per considerare certi costumi ebrei che si erano infiltrati nella primitiva. La loro decisione, asserita da Giacomo, fu la seguente:

                        Perciò io ritengo che non si dia molestia a quelli
                        che tra i gentili si convertono a Dio, ma che si
                        scriva loro di astenersi dalle contaminazioni degli
                        idoli, dalla fornicazione, dalle cose soffocate e dal
                        sangue. (Atti 15:19-20)

            Se gli apostoli e i discepoli originali comandavano ripetutamente ai nuovi credenti d'astenersi dal sangue (vedi pure Atti 15:29; 21:25), come mai la Chiesa Cattolica incoraggia seguaci a mangiare il corpo e sangue di Gesù? Se gli elementi consacrati della Comunione diventano letteralmente il corpo, sangue, anima, e divinità, allora prendere la Comunione va contro l'ordine dello Spirito Santo d'astenersi dal sangue. Questa è una chiara contradizione ed avrebbe veramente confuso i convertiti Gentili che sarebbero stati avvertiti d'astenersi dal sangue in un senso ma anche d'ingerirlo in un altro.

            Proprio dal principio, Dio ordinò l'uomo d'astenersi dal sangue: “Ma non mangerete carne con la sua vita, cioè il suo sangue” (Genesi 9:4). Mosè ripeté quest’ordine: “Nessuno tra di voi mangerà sangue; neppure lo straniero che risiede fra di voi mangerà sangue” (Levitico 17:12). “Non mangerete nulla che contenga sangue. Non praticherete alcun genere di divinazione o di magia” (Levitico 19:26). I profeti ripetereno l’ordine di Dio: “[N]on peccate contro l'Eterno mangiando carne con sangue” (1 Samuele 14:34).

            Negli Atti, i discepoli ebrei confermarono quello che Dio, che non puo mentire ed è immutabile—ordinò nell’Antico Testamento. Quindi, solamente un interpretazione simbolica dell’Ultima Cena è in armonia coll’intero consiglio di Dio.

 

Primo Corinzi 11

            Alcuni proponenti dell’Eucaristia sostengono che Primo Corinzi 11 convalida la transustanzazione. Si riferiscono al versetto 29 che dichiara: “poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro sé stesso, non discernendo il corpo del Signore.” Una lettura approfondita di 1 Corinzi 11 rivela che i Corinzi non distinguevano correttamente tra la Comunione ed i pasti abituali. Non discernendo il corpo del Signore significava non discernendo il pane ed il vino come simboli del corpo e del sangue di Cristo, ma invece consumandoli in modo irriverente come se fosse un pranzo abituale.

            Questa era l’offesa principale dei Corinzi. Quelli che mangiavano e bevevano in maniera indegna si ubriacavano e mangiavano egoisticamente davanti ad altri nel corpo di Cristo. Paolo afferma che questo è il problema nei versetti 20 e 21. Non c’è alcuna indicazione che l’apostolo Paolo credeva nella o insegnava la transustanzazione.

            Al contrario, Paolo ripetutamente si riferisce al pane benedetto come pane normale dopo esser stato benedetto (1 Corinzi 11:26-28). Paolo afferma nel versetto 26: “Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché Egli venga.”

            È anche notevole il fatto che Paolo spiega che dobbiamo celebrare la Cena del Signore fino al ritorno di Cristo. Le parole “finché Egli venga” presuppone che il Signore è asceso in alto.6 Quindi la Cena del Signore è una commemorazione della Sua morte e risurrezione fino al Suo ritorno. Questo va d’accordo con quello che Gesù stabilì quando disse, “fate questo in memoria di Me” (Luca 22:19).

            Infine, 1 Corinzi 11 usa linguaggio simbolico per descrivere la Comunione. Il calice ha un riferimento simbolico: “Questo calice è il nuovo patto nel Mio sangue”        (1 Corinzi 11:25). Ovviamente il calice non era l’accordo stesso ma simbolico di esso. “Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché Egli venga.” (1 Corinzi 11:26). Ovviamente non beviamo il calice stesso. Questo è un riferimento simbolico al vino contenuto nel calice.

 

Opera Compiuta

          Forse l’aspetto piú inquietante di questa dottrina Cattolica è che Cristo è risacrificato giornalmente da migliaia di preti Cattolici, e che nel ricevere l’Eucaristia un Cattolico può ottenere il perdono dei peccati. In altre parole, la Chiesa Cattolica insegna che l’Eucaristia è l’offerta sacrificale capace di espiare i peccati. Quindi, Cristo continua a soffrire e morire ogni volta che un prete consacra l’ostia. Il Catechismo lo spiega in questo modo:

                        Come sacrificio, l’Eucaristia è anche offerta in riparazione
                         per i peccati dei vivi e dei morti e per ottenere benefici
                         spirituali e temporali da Dio.7

                        Ogni volta che questo mistero è celebrato, “il lavoro della
                        nostra redenzione
è continuato.”8

L’Eucaristia è quindi un sacrificio perché essa ripresenta
            (fa presente) il sacrificio della croce.9

            Quest’insegnamento contraddice la Parola di Dio. Quando Gesù morì sulla croce, proclamò: “È compiuto” (Giovanni 19:30). La parola greca che è usata è tetelestai. Era un termine greco che voleva dire pagato completamente. L’opera della nostra salvezza è compiuta! Cristo acquistò la nostra redenzione una volta per tutte sulla Croce. Gesù non è perpetualmente sacrificato nell’Eucaristia come la Chiesa Cattolica insegna. Prendere parte nell’Eucaristia non placa Dio, ne espia il peccato. Se sei un Cattolico, i versetti seguenti possono essere trasformanti e rivoluzionari se credi semplicemente alla Parola di Dio:

                        Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto
                        da mani d'uomo, figura delle cose vere, ma nel
                        cielo stesso per comparire ora davanti alla presenza
                        di Dio per noi, e non per offrire S
é stesso più volte,
                        come il sommo sacerdote che entra ogni anno nel
                        santuario con sangue, non suo; altrimenti egli avrebbe
                        dovuto soffrire piú volte dalla fondazione del mondo;
                        ma ora, una sola volta, alla fine delle età, Cristo è stato
                        manifestato per annullare il peccato mediante il sacrificio
                        di S
é stesso. E come è stabilito che gli uomini muoiano
                        una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, cos
ì anche
                        Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere
                        su di Sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta
                        senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza.
                        (Ebrei 9:24-28)

                        E, mentre ogni sacerdote è in piedi ogni giorno ministrando
                        e offrendo spesse volte i medesimi sacrifici, che non possono
                        mai togliere i peccati, Egli invece, dopo aver offerto per
                        sempre un unico sacrificio per i peccati, si è posto a sedere
                        alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i Suoi nemici
                        siano posti come sgabello dei Suoi piedi. Con un'unica offerta,
                        infatti, Egli ha reso perfetti per sempre coloro che sono
                        santificati...Ora, dove c'è il perdono di queste cose, non c'è piú
                        offerta per il peccato. (Ebrei 10:11-14, 18)

                        Sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore
                        piú; la morte non ha piú alcun potere su di Lui. Perché, in quanto
                        Egli è morto, è morto al peccato una volta per sempre; ma in
                        quanto Egli vive, vive a Dio. (Romani 6:9-10)

                        Perché anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, il giusto
                        per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte nella carne,
                        ma vivificato dallo Spirito. (I Pietro 3:18)

 

Incarnazione, Ascensione, Seconda Venuta

            Ci sono molte altre Scritture che confutano la transustanzazione. Per esempio, la transustanzazione contraddice la dottrina biblica dell’incarnazione ed ascensione. La Bibbia insegna che Gesù aveva un, e solamente un, corpo preparato per Lui dal Padre, “mi hai preparato un corpo” (Ebrei 10:5).

            Inoltre la Scrittura afferma chiaramente che l’unico corpo glorificato di Gesù è in cielo: “...Gesù Cristo, il quale è andato in cielo ed è alla destra di Dio” (I Pietro 3:21-22). “Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassú, dove Cristo è seduto alla destra di Dio” (Colossesi 3:1). [Gesù] che è disceso è lo stesso che è anche salito al di sopra di tutti i cieli” (Efesini 4:10). Ci sono tanti, tanti versetti che ripetono che il corpo di Gesù è in cielo.10 Se l’unico corpo di Gesù è in cielo non può essere in migliaia di tabernacoli in tutto il mondo.

            La transustanzazione contraddice anche l’insegnamento della Bibbia riguardo la Seconda Venuta di Cristo. Molti dei Cattolici che credono che Gesù Cristo ritornerà fisicamente e visibilmente in terra credono anche che Cristo ritornerà prima nella Sua forma “Eucaristica.”11 Invece, di nuovo la Bibbia chiaramente confuta questa nozione:

                        Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato
                        in alto; e una nuvola Lo accolse e Lo sottrasse dai loro
                        occhi. Come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentre
                        Egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si
                        presentarono loro, 1i dissero: «Uomini Galilei, perché
                        state a guardare verso il cielo? Questo
Gesù, che è stato
                        portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima
                        maniera in cui Lo avete visto andare in cielo. (Atti 1:9-11)

                        Ecco Egli viene con le nuvole e ogni occhio Lo vedrà, anche
                        quelli che Lo hanno trafitto. (Apocalisse 1:7)

                        Ecco, il Signore è venuto con le Sue sante miriadi, per far giudizio contro tutti. (Giuda 1:14-15)

            Gesù è asceso fisicamente, e ritornerà nel Suo corpo glorificato—non nella forma d’un ostia. Inoltre, la
            Bibbia mai attribuisce più di una località al Suo corpo fisico a un dato tempo—ne dovremmo farlo noi.
            Quindi la transustanzazione non è scritturale.

            Nell’ultimo libro della Bibbia, il secondo ritorno di Gesù è descritto e confermato come segue:          

                        Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco, e Colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e
                        il Verace; ed
                        Egli giudica e guerreggia con giustizia. I Suoi occhi erano come fiamma di fuoco e sul Suo capo
                        vi erano

                        molti diademi, e aveva un nome scritto che nessuno conosce se non Lui; era vestito di una  veste
                        intrisa nel
                        sangue, e il Suo nome si chiama: "La Parola di Dio". E gli eserciti che sono nel cielo Lo
                        seguivano su cavalli
                        bianchi. (Apocalisse 19:11-14)

 

Mistero e Miracoli                                                                                                        

            La Chiesa Cattolica chiama la Messa un mistero, e quindi si scusa dall’essere in grado di spiegare la
dottrina della transustanzazione sia scritturalmente che razionalmente. Però le Bibbia non chiama mai la
Comunione un mistero, ne dovremmo farlo noi. La Scrittura avverte di non corrompere la pura e semplice
verità del Vangelo:       

                        Ma io temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così talora le vostre menti non
                        siano corrotte e sviate dalla semplicità che si deve avere riguardo a Cristo.(2 Corinzi 11:3)

            Quando il prete consacra l’Ostia non succede niente. Il pane continua ad apparire pane ed a ritenere il tasto di pane, l’odore di pane ed il sapore di pane. Non esiste neanche un miracolo nella Bibbia dove le evidenze esterne rivelano che non è successo niente. I miracoli biblici sono sempre tangibili e pratici. Mosè divise veramente il Mar Rosso—non chiese alle persone di attraversarlo prima di dividerlo. Elia davvero chiamò giù un fuoco reale all’orrore dei falsi profeti. Gesù veramente cur ò i malati, pulì i lebbrosi, e risuscitò i morti. Dio non ha mai trattato con l’umanità usando “miracoli” virtuali.

            Alcuni si possono riferire a resoconti di miracoli Eucaristici come evidenza che l’Ostia consacrata è letteralmente il corpo e sangue di Cristo. Però, la Bibbia avvertisce proprio di un tale inganno manifestandosi negli ultimi tempi:

                        Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno
                        grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile
                        anche gli eletti. Ecco, io ve l'ho predetto. Se dunque vi
                        dicono: "Ecco è nel deserto" non vi andate: "Ecco è nelle
                        stanze segrete" non ci credete. (Matteo 24:24-26)

            Il Gesù Eucaristico è un falso cristo che, secondo molti falsi profeti, si trova nelle località interne di migliaia di chiese Cattoliche. Inoltre, come documenteremo, molti segni e prodigi bugiardi accompagnano l’esposizione ed adorazione Eucaristica. Come c’è da aspettarsi, la Bibbia rivela che questi miracoli Eucaristici tangibili sono d’origine demonica.

 

Il Sacrificio “Senza Spargimento di Sangue”                                                             

           La Chiesa Cattolica insegna che l’Eucaristia è un sacrificio senza spargimento di sangue in cui Cristo è veramente immolato o offerto come la vittima. Il termine Ostia deriva dalla parola latina per vittima. Quindi l’offerta dell’Ostia è la perpetuazione del sacrificio di Cristo senza spargimento di sangue per espiare i peccati. Eppure la Bibbia dichiara succintamente che non c’è perdono dei peccati senza lo spargimento di sangue:

                        [S]enza spargimento di sangue non c'è perdono dei peccati.(Ebrei 9:22)

                        Poiché la vita della carne è nel sangue. Per questo vi ho ordinato di porlo sull'altare per fare
                        l'espiazione per le  vostre vite, perché è il sangue che fa l'espiazione per la vita. (Levitico 17:11)

            Inoltre, nella Scrittura, non si trova mai menzione di pane e vino come sacrificio. E all’Ultima Cena, il Signore prese pane e vino al tavolo, non all’altare. Nella Bibbia, i sacrifici venivano fatti su un altare, e Dio commando ai Giudei che ci doveva essere solo un altare.12 Sicuramente i discepoli Giudei di Gesù sapevano questo. Essendo Dio, Gesù non si sarebbe contraddetto. Le tavole sono per i pasti e gli altari sono per i sacrifici.

 

Conseguenze Eterne                                                                                                    

          Chiaramente, la dottrina Cattolica dell’Eucaristia è contraria alla Parola di Dio. Ma quanto è serio questo errore dottrinale? È serio abbastanza per decidere il destino eterno di chiunque? Ironicamente, la citazione che segue, dell’ ex protestante Peter Kreeft, ora energico proponente dell’Eucaristia Cattolica, esprime accuratamente il significato e la conseguenza del sottomersi a questa credenza:

                        Che punto di divisione è l’Eucaristia! Una delle due parti è molto, molto in errore. Ho già detto
                        che se i Protestanti hanno ragione, i Cattolici stanno facendo un grave errore d’adorare  in modo
                        idolatra il pane ed il vino come Dio.  Ma se in Cattolici hanno ragione, i Protestanti stanno
                        facendo un errore di gravità simile nel  rifiutare d’adorareCristo e stanno 
                        perdendosi l’unione piú reale ontologicamente che si possa avere con Cristo  in questa vita,
                        nella Santa Comunione.13           

            Consideriamo la ripercussioni di quello che ha scritto Kreeft. Se i Cattolici sono in errore nella loro credenza dell’Eucaristia, sono colpevoli d’idolatria.. quindi, violano direttamente il primo ed il secondo comandamento (Esodo 20:3-5)

            È imperativo che crediamo nel e dirigiamo tutta la nostra venerazione verso il vero Gesù della Bibbia. Gesù avvertì che ci sarebbero stati molti falsi cristi. Essendo questo il caso, non dovrebbero tutti quelli che professano d’essere Cristiani esaminare diligentemente le Scritture per stabilire la verità? Questo è il desiderio di Dio.      

                        Mi cercherete e Mi troverete, perché Mi cercherete con utto il vostro cuore. Geremia 29:13

                        L'uomo non vivrà soltanto di pane, ma di ogni parola di Dio. Luca 4:4

                        Santificali nella Tua verità, la Tua parola è verità.Giovanni 17:17

            Inoltre, e questo è essenziale, dobbiamo esaminare le conseguenze della dottrina Cattolica sul Vangelo. Il Vangelo biblico insegna che Gesù è morto una volta per sempre per i peccati del mondo, avendo pagato completamente la pena per il peccato attraverso lo spargimento del Suo sangue. La vita eterna è promessa liberamente a tutti quelli che Lo ricevono in fede e sono nati di nuovo (una nascita spirituale). Questa salvezza in alcun modo dipende da qualunque opera nostra. In contradizione a questo, la via della salvezza Cattolica riconosce intellettualmente la fede nell’espiazione di Cristo ma non la rende accessibile attraverso la sola fede, ma invece dipende dalla partecipazione dei riceventi nei sacramenti, come spiega il Catechismo di Baltimora quando dichiara: “ La Chiesa afferma che per i credenti i sacramenti della Nuova Alleanza sono necessari alla salvezza.”14 Di conseguenza, la salvezza del Cattolico è basata sul suo comportamento, ed è per questo motivo che la Chiesa Cattolica insegna anche che uno non è mai sicuro della propria salvezza—e sarebbe un peccato presumere di pensarlo.

            Quando sono esposti al Vangelo, i Cattolici spesso replicano, “Non ho bisogno di nascere di nuovo, sono Cattolico,” Questo è dovuto al fatto che essendo stati battezzati da infanti, sono cresciuti con la credenza che sono già Cristiani ed attraverso la partecipazione nei sacramenti (particolarmente l’Eucaristia) possono assicurarsi la vita eterna. Di nuovo, la salvezza dipende dall’adempimento dei doveri sacramentali invece dell’insegnamento biblico di grazia attraverso la fede sola. Avendo elevato la rottura del pane ad un livello mai inteso da Dio, la Chiesa Cattolica ha erroneamente deificato il pane facendolo diventare un pseudo-Cristo, la quale pseudo-presenza è una sostituzione per l’esperienza della nuova nascita, offrendo falsa speranza in un altro Gesù.